In un’epoca in cui siamo costantemente esposti a stimoli, pressioni e aspettative, il self-care non è più un lusso, ma una necessità.
Prendersi cura di sé è un atto rivoluzionario di presenza e ascolto, un dialogo tra il corpo, la mente e il cuore.
In questa prima tappa del nostro viaggio nel self-care, ci concentriamo su due fondamenta essenziali: la sfera fisica e quella emotiva.
Il corpo è il primo luogo in cui abitiamo. Ci accompagna silenziosamente ogni giorno, accumulando tensioni, gioie, stress, ansie e desideri inespressi.
Ma troppo spesso ci dimentichiamo di lui, fino a quando “grida” con sintomi, stanchezza o malessere.
Come scrive Louise Hay, pioniera del pensiero mente-corpo nel suo celebre libro “Puoi guarire la tua vita”:
“Il tuo corpo ti parla. Se impari ad ascoltarlo, ti insegna come guarire.”
Il self-care fisico parte dalle basi: il sonno, l’alimentazione, il movimento, l’idratazione e la prevenzione.
Non sono regole rigide, ma gesti quotidiani di amore verso se stessi.
Dormire non è tempo perso. È il momento in cui il corpo rigenera i tessuti, il cervello rielabora le emozioni, e il sistema immunitario si rafforza.
In mancanza di sonno, diventiamo fragili, irritabili, disconnessi.
L’alimentazione non nutre solo il corpo, ma anche la mente. Alcuni nutrienti influenzano direttamente il tono dell’umore, la lucidità mentale, e persino l’energia vitale.
Prendersi tempo per cucinare, per mangiare con lentezza, senza distrazioni, è un atto rivoluzionario in un mondo che ci vuole veloci e inconsapevoli.
Camminare, fare yoga, ballare o semplicemente stiracchiarsi sono forme di movimento che aiutano a rilasciare tensioni emotive e a ristabilire un contatto con il proprio corpo.
Non è questione di estetica, ma di presenza.
Ogni tensione muscolare, ogni sintomo cronico, può essere il riflesso di qualcosa di emotivamente irrisolto. Il self-care fisico è anche l’arte dell’ascolto corporeo.
Se il corpo è la casa, le emozioni sono le stanze che abitiamo. E troppo spesso ci troviamo chiusi fuori da esse, per paura, vergogna o abitudine.
Nel libro “Il potere delle emozioni” di Esther e Jerry Hicks, si afferma:
“Le emozioni sono il nostro sistema di guida. Quando ci sentiamo bene, siamo in armonia con il nostro Sé autentico.”
Il self-care emotivo comincia dalla consapevolezza emotiva: dare un nome a ciò che proviamo, accettarlo senza giudicarlo, e permetterci di viverlo.
Spesso abbiamo imparato a reprimere la rabbia, a vergognarci della tristezza, a nascondere la paura. Ma ogni emozione ha una funzione e un messaggio.
Accogliere un’emozione non significa lasciarsi travolgere, ma guardarci dentro con tenerezza.
Scrivere un diario, parlarne con una persona fidata, piangere quando serve, sono gesti potenti e trasformativi. Come scrive Brené Brown, autrice di “La forza della vulnerabilità”:
“La vulnerabilità non è debolezza, è il coraggio di mostrarsi autentici.”
Dire “no”, prendere le distanze da relazioni tossiche, proteggere il proprio spazio emotivo non è egoismo.
È rispetto per sé stessi. La salute emotiva passa anche attraverso relazioni sane, che ci nutrono e ci rispettano.
Prendersi cura del corpo e delle emozioni è un viaggio che richiede tempo, presenza e ascolto.
Ma è anche il più grande gesto d’amore che possiamo fare verso noi stessi. Non si tratta di aggiungere cose da fare, ma di togliere tutto ciò che ci allontana da noi.
Nella prossima puntata di questo percorso esploreremo altre due sfere fondamentali del self-care: la mente e le relazioni sociali.
Intanto, poniti una domanda semplice ma potente:
"Di cosa ha bisogno il mio corpo e il mio cuore, oggi?"
E poi, ascolta la risposta.
31.3.2025